Perché non invento nulla — e perché è la mia forza
Sono un clinico, ed è una scelta precisa: la mia chiave vincente è che non invento nulla. Seguo pedissequamente gli insegnamenti dei corsi che ho frequentato e faccio tesoro dell'esperienza dei ricercatori che hanno dedicato la vita a produrre l'evidenza scientifica su cui oggi si fondano le cure. Nel mio lavoro l'originalità non è una virtù: la fedeltà al metodo lo è. Ogni protocollo che applico è stato pensato, testato e pubblicato da chi ne sapeva più di me — e il mio compito è eseguirlo con il massimo rigore, caso dopo caso.
Fra i maestri che hanno formato questo modo di lavorare, uno ha un posto speciale: il Dott. Roberto Pontoriero, di cui ho frequentato i corsi biennali di parodontologia. A lui devo molto più di una disciplina.
Un curriculum di livello mondiale
Il percorso del Dott. Pontoriero attraversa tre continenti accademici della parodontologia. Laureato in Medicina e Chirurgia e specialista in Odontostomatologia all'Università di Siena, ha conseguito la specialità e il Master in Parodontologia e il Ph.D. in Oral Biology alla University of Pennsylvania di Filadelfia, e successivamente la specialità e il Ph.D. in Parodontologia alla University of Göteborg in Svezia — la scuola di Jan Lindhe, culla della parodontologia moderna.
I suoi studi con Lindhe sulla rigenerazione tissutale guidata nei difetti delle forcazioni, pubblicati sul Journal of Clinical Periodontology alla fine degli anni Ottanta, sono tra i lavori classici della disciplina, citati in tutto il mondo; il suo contributo sulla gestione delle forcazioni compare nel testo di riferimento internazionale, il "Clinical Periodontology and Implant Dentistry" di Lindhe. Le sue ricerche con Carnevale sull'allungamento di corona clinica hanno definito gli standard con cui ancora oggi si misura la guarigione dei tessuti. Docente al Master internazionale di Parodontologia, ha formato generazioni di clinici italiani ed europei.
Cosa resta di una grande scuola
Dai suoi corsi biennali non ho portato a casa soltanto le tecniche di chirurgia parodontale, che pure erano di livello assoluto. Ho portato a casa un ordine mentale: prima si capisce il paziente nella sua interezza — la sua biologia, le sue abitudini, il suo rischio individuale — e solo dopo si decide se e come intervenire. È la stessa logica che oggi applico alla protesi e alla gnatologia: prima le articolazioni, poi il piano occlusale, infine i denti. La disciplina cambia, il metodo no.
Nella pagina Igiene e Prevenzione trovi questa impostazione tradotta in pratica quotidiana: l'idea che l'igiene professionale sia terapia parodontale di supporto — e non cosmesi — è figlia diretta di questa scuola. Ogni volta che un paziente del mio studio mantiene i suoi denti per decenni grazie a un richiamo calibrato sul suo rischio, c'è dentro l'insegnamento del Dott. Pontoriero.
Gli sono profondamente affezionato e riconoscente. Questa pagina è il tributo dovuto a un maestro che ha reso migliori i suoi allievi — e, attraverso di loro, i pazienti che non ha mai incontrato.
Il percorso del Dott. Roberto Pontoriero
- Laurea in Medicina e Chirurgia e specialità in Odontostomatologia — Università di Siena.
- Specialità e Master in Parodontologia, Ph.D. in Oral Biology — University of Pennsylvania, Filadelfia.
- Specialità e Ph.D. in Parodontologia — University of Göteborg, Svezia.
- Pontoriero R, Lindhe J, et al. "Guided tissue regeneration in degree II furcation-involved mandibular molars." J Clin Periodontol, 1988.
- Pontoriero R, Carnevale G. "Surgical crown lengthening: a 12-month clinical wound healing study." J Periodontol, 2001.
- Capitolo sulla gestione delle forcazioni in: Lindhe J, Clinical Periodontology and Implant Dentistry, Blackwell Munksgaard.
- Docente al Master post-graduate in Parodontologia — Università di Torino.