Con parodontologia si intende lo studio e la cura dei tessuti del parodonto (dal greco: peri = intorno, odontos = dente): la gengiva, il legamento parodontale, il cemento radicolare e l'osso alveolare. La sua funzione è attaccare il dente all'osso mascellare e mantenere l'integrità della mucosa masticatoria. In parole semplici: è l'organo di sostegno del dente. Quando si ammala, anche il dente più sano del mondo perde le sue fondamenta.
Tutto comincia dai batteri
La cavità orale è un habitat ottimale per la crescita batterica: temperatura stabile, umidità costante, nutrienti abbondanti e — unica nel corpo umano — superfici dure non soggette a ricambio, i denti, che offrono un sito stabile per l'adesione microbica. Su queste superfici i batteri si organizzano in una struttura sofisticata chiamata biofilm: prima uno strato condizionante, poi i colonizzatori primari, poi quelli secondari, fino a una comunità stratificata e organizzata — quella che comunemente chiamiamo placca.
Dalla gengivite alla parodontite
I batteri della placca sono la causa della gengivite e della parodontite, ma la storia non è uguale per tutti. La gengivite è una risposta immunitaria ben controllata: compare 2-4 giorni dopo la deposizione della placca ed è completamente reversibile — rimossa la placca, i tessuti si riparano senza danni permanenti. In alcuni individui però, per suscettibilità personale o fattori ambientali (il fumo è il primo), la lesione progredisce: si perdono legamento e osso, e si instaura la parodontite, che è invece irreversibile. È una malattia a lento decorso, che non colpisce uniformemente tutti i denti e può aggravarsi in qualunque momento di debolezza del sistema immunitario.
La cura: quattro fasi, un metodo
Il trattamento della parodontite segue quattro fasi codificate. La fase sistemica riduce l'influenza delle condizioni generali (incluso il supporto per smettere di fumare). La fase iniziale o igienica — la vera terapia eziologica — rimuove tutti i depositi molli e duri. La fase correttiva affronta i postumi con chirurgia parodontale, implantare o protesica dove necessario. E la fase di mantenimento, la Terapia Parodontale di Supporto, previene le recidive per tutta la vita: perché la parodontite non si "guarisce" una volta per tutte, si controlla.
Gli obiettivi sono misurabili, non opinabili: sanguinamento al sondaggio sotto il 25%, nessuna tasca oltre i 5 millimetri, forcazioni chiuse, assenza di dolore, funzione ed estetica soddisfacenti.
Denti mobili, occlusione e il legame con la protesi
Man mano che si perde osso, la resistenza del parodonto alle forze masticatorie diminuisce: quando la forza supera la capacità di resistenza si parla di trauma da occlusione. Su un parodonto sano il fenomeno è reversibile eliminando le interferenze occlusali; su un parodonto malato e non trattato diventa irreversibile. Ecco perché nel nostro studio parodonto, occlusione e protesi non sono mai valutati separatamente: è indispensabile avere tessuti parodontali sani per eseguire protesi fisse corrette — e un'occlusione corretta per mantenere sano il parodonto.
Bibliografia essenziale
- Lindhe J, Berglundh T, Giannobile WV, Lang NP. Parodontologia clinica e implantologia orale, 7ª edizione, voll. 1-2. Edra, 2024.
- SIdP — Società Italiana di Parodontologia: classificazione e diagnosi della malattia parodontale.
- Strumenti di valutazione del rischio parodontale: perio-tools.com/risk-assessment.
- Sanz M, Martin C. "Movimenti dei denti in pazienti con parodonto danneggiato." In: Parodontologia clinica e implantologia orale, cap. 58, 2024.