L'ortodonzia è la branca dell'odontoiatria che si occupa della diagnosi, prevenzione e correzione delle malposizioni dei denti e delle arcate dentarie. Fin qui, la definizione da manuale. Ma c'è un concetto che pochi pazienti conoscono, e che cambia completamente la prospettiva: il dente non è un oggetto inerte. È un organo che guida il rimodellamento dell'osso che lo circonda. Muovendo il dente, "trasciniamo" con noi l'osso — anche laddove manca.
L'osso segue il dente: l'analogia del terrapieno
L'osso alveolare — quello che sostiene i denti — esiste solo in funzione del dente, come un terrapieno che esiste finché c'è qualcosa a sostenerlo. Quando si muove la radice di un dente con forze controllate, il fronte di pressione crea riassorbimento osseo e il fronte di tensione crea nuovo osso. Spostare il dente è come spostare il terrapieno: creiamo volume dove prima c'era un vuoto. È la forma più naturale di rigenerazione ossea che esista.
Perché fare ortodonzia se dovrò comunque mettere le corone?
È la domanda più frequente, e la risposta è nei numeri. Senza ortodonzia, denti inclinati o estrusi costringono a limature drastiche, devitalizzazioni "strategiche" e monconi deboli; spesso l'osso è così irregolare che i denti vanno estratti perché inutilizzabili come pilastri. Con l'ortodonzia preparatoria, invece, i denti vengono allineati prima: la protesi che seguirà sarà conservativa, poggerà su basi solide e i denti naturali resteranno vivi e forti.
Lo stesso vale per gli impianti: l'ortodonzia pre-implantare può ridurre del 60-70% la necessità di innesti ossei chirurgici nelle zone estetiche. Invece di ricorrere a chirurgie invasive con tempi di guarigione lunghi, si usa il movimento ortodontico per "fabbricare" l'osso in modo naturale e biologico, creando la sede ideale per il futuro impianto.
Il piano occlusale: proteggere l'investimento
C'è un ultimo motivo, ed è meccanico. Se il piano occlusale — la superficie ideale su cui le arcate combaciano — è alterato, qualsiasi protesi, anche la più costosa, subirà carichi laterali distruttivi e fallirà nel tempo. L'ortodonzia garantisce che le forze masticatorie siano distribuite correttamente lungo curve precise, descritte dall'anatomia fin dall'Ottocento (la curva di Spee e la curva di Wilson), proteggendo sia le articolazioni sia l'investimento che il paziente fa nella riabilitazione.
Il percorso in tre fasi
Nel nostro studio l'ortodonzia dell'adulto si inserisce in un percorso di riabilitazione integrata. Fase 1 — preparazione biologica: l'ortodonzia rimodella l'osso, raddrizza i pilastri naturali e livella il piano occlusale. Fase 2 — consolidamento: contenzione e provvisori stabilizzano la nuova posizione mentre i tessuti maturano. Fase 3 — riabilitazione finale: protesi o impianti su pilastri ora perfettamente allineati, con restauri mininvasivi, estetici e meccanicamente stabili.
Bibliografia essenziale
- Andrews LF. "Six keys to normal occlusion." Am J Orthod 62;296, 1972.
- Lindhe J, Karring T, Lang NP. Clinical Periodontology and Implant Dentistry. Wiley Blackwell.
- Salama H, Salama M. "The role of orthodontic extrusive remodeling in the enhancement of soft and hard tissue determinants of the vertical implant site." Int J Periodontics Restorative Dent, 1993.
- Dawson PE. Functional Occlusion: From TMJ to Smile Design.
- Buskin R, et al. "Orthodontic extrusion and implant site development." Compend Contin Educ Dent, 2000.
- Spee FG. "The gliding path of the mandible along the skull." Arch Anat Physiol, 1880.
- Proffit WR. Ortodonzia moderna. Masson.